|
"VENTO
DALL'OASI"
...CON
MARIA, PER GESÙ, AL PADRE E NELLO SPIRITO...
Rubrica
a cura di don Alberto Mariani (OASI MARIANA BETANIA, ALVITO)
Senza impegno
Caro
Lorenzo,
ECCOMI!
Esattamente un anno fa iniziai con tuttosora una rubrica
“Vento dall’Oasi”. La stavo tenendo settimanalmente, ma mi
resi subito conto che il ritmo era stringente. Non tanto per
me, quanto - probabilmente - per i lettori, visto che tu
stesso mi suggeristi di rallentare e inviare qualche “pezzo”
liberamente, di tanto in tanto, senza impegno.
È
successo, però, che in questo modo mi sono sentito libero
davvero e ho finito per prendermela comodamente; per cui,
venendo meno lo stimolo, il tempo è passato a grande
velocità: siamo a un anno e i miei “inter venti” si sono
fermati al mese di febbraio.
Senza impegno arieccomi. Questa volta per comunicarti una
notizia che, conoscendoti, sono certo, ti piacerà. Ho dato
inizio a un blog. L’idea che mi porto dentro da tempo è nata
al termine di una delle scuole di preghiera che teniamo
all’Oasi il giovedì. Nasce dentro un sito che vuole essere
tutto sulla preghiera.
Non ti dico di più perché … è appena nato. Ma
anche perché puoi visitarlo da solo - e se vuoi anche
metterlo in link. Si chiama
donalbertoblog.prega.it
Da
te che sei esperto nel settore aspetto anche qualche
suggerimento. Se credi opportuno segnalalo ai tuoi lettori.
Senza impegno, naturalmente
Alvito Oasi 27 novembre 06
don
Alberto
ENCICLICA:
DOMANDE DI FONDO
Caro
Lorenzo, ECCOMI!
Con
questo “vento” voglio tornare un momento sull’enciclica
e lasciarla presentare da colui che l’ha pensata e l’ha
scritta. Penso sia il modo migliore per comprenderla ed
entrarci dentro. Cosa ci ha detto Benedetto XVI nel
presentarcela?
Anzitutto
ci ha tenuto a spiegare che la «fede non è una teoria», ma
qualcosa «molto concreta: è il criterio che decide del
nostro stile di vita». Inoltre ha affermato che
nell'enciclica i temi «Dio», «Cristo» e «amore» sono
fusi insieme come «guida centrale» della fede cristiana.
A
chi si chiede quale sia il suo intento, il Papa risponde: «Volevo
mostrare l'umanità della fede - di cui fa parte l'eros - il
“sì” dell'uomo alla sua corporeità creata da Dio, un
“sì” che nel matrimonio indissolubile tra uomo e donna
trova la sua forma radicata nella creazione”.
Che
cosa si scopre? “Che l'eros -sono parole del Papa- si
trasforma in agape, che l'amore per l'altro non cerca più se
stesso, ma diventa preoccupazione per l'altro, disposizione al
sacrificio per lui e apertura anche al dono di una nuova vita
umana».
Quale
la conclusione? La risposta del Papa è semplice: l'agape
cristiana, l'amore per il prossimo, «non è qualcosa di
estraneo, posto accanto o addirittura contro l'eros». Anzi
l’eros viene valorizzato nella sua massima aspirazione, nel
suo anelito verso Dio e verso la perfezione.
Scusate
se è poco!
A
presto
don
Alberto
Oasi
28.02.06
"LA
VITA"
Caro
Lorenzo,
ECCOMI!
Abbiamo
celebrato domenica scorsa la giornata della vita.
Siamo alla XXVIII, ma quante sono sfuggite o passate
sotto silenzio? Da 28 anni i nostri vescovi ci offrono un
invito e un messaggio di … vita, con un tema provocatorio e
tanto di contenuti; ma destinati per lo più (e purtroppo!) a
passare inosservate o tenuti sotto silenzio. Quest’anno,
data l’opportunità, voglio amplificarlo. Lo faccio con un
po’ di ritardo rispetto alla giornata della vita, ma con i
tempi che corrono e con quanto ascoltiamo continuamente dalla
TV il tema è più che attuale. A cominciare dal suo titolo:
RISPETTARE LA VITA. Dal messaggio traggo appena qualche frase:
“La vita è un dono… l’uomo lo riceve, non lo
inventa.. non può manipolarlo come fosse sua proprietà
esclusiva. La vita umana viene prima di tutte le istituzioni..
precede anche la scienza con le sue acquisizioni. La persona
realizza se stessa quando riconosce la dignità della vita e
le resta fedele, come valore primario rispetto a tutti i beni
dell’esistenza…Nessuno potrà conquistare libertà e
felicità oltraggiando la vita, sfidandola impunemente,
disprezzandola, sopprimendola, scegliendo la via della morte”. Questo
in sintesi il messaggio dei vescovi i quali concludono: “Se
nel cuore cerchi libertà e aspiri alla felicità, rispetta la
vita, sempre e a ogni costo”. Avendo parlato dell’amore
nel vento precedente, mi è sembrato opportuno sottolinearlo:
vento con vento si fanno forza. Almeno mi auguro! Anzi, no:
auguriamocelo insieme. In tanti, possibilmente, poiché l’unione
fa la forza. Chissà che questo “vento” di amore non sia
in grado di contrastare e respingere ogni vento (e sono
tanti!) di tempesta che “soffia” per distruggere la vita e
che in questi giorni si va facendo sempre più pericoloso?!?
A
presto18.2.06
don
Alberto
"L'Amore"
Caro
Lorenzo,
ECCOMI!
Il
’soffio’ per questo vento mi viene dall’enciclica del
papa. La prima del suo pontificato dal titolo italiano: “Dio
è amore”. È appena uscita e già (meglio: ancor prima!) è
un gran discutere e polemizzare sui ritardi,
quisquiglie…traduttori. E c’è chi si ferma alle
‘sfumature’ dell’amore… Mi preme sottolineare che
l’intento del Papa è quello di andare all’essenziale, al
cuore stesso dell’amore. Ma qual è l’essenziale
dell’amore? Semplice: l’essenziale dell’amore è
l’Amore. È difficile leggerlo con la maiuscola, anche se lo
si sente e lo si scrive in tutti i luoghi, compresi i
cellulari… e in tutte le lingue. L’enciclica, ne sono
sicuro, ci farà riscoprire alcune parole ad esso collegate.
Mi sono piaciute le parole con cui
lo stesso Benedetto XVI ne ha parlato e per questo te le
passo, limitandomi a poche espressioni. «L'eros di Dio - ha detto il Papa - non è soltanto forza cosmica
primordiale; è l'amore che ha creato l'uomo e si china verso
di lui».
Benedetto
XVI ha anche fatto notare come la parola «amore» sia oggi «così
sciupata, consumata, abusata che quasi si teme di lasciarla
affiorare sulle proprie labbra. Eppure è una parola
primordiale, espressione della realtà primordiale» e l'uomo
deve riprenderla e purificarla perché possa «illuminare la
vita».Compito non facile, certo;
soprattutto per le “orecchie” del mondo sempre
“appizzate” per cogliere il negativo e cercare il pelo
anche nell’uomo vi formica. Forse toccherà cominciare a
ripetere come Gesù: “chi ha orecchi per intendere
intenda”. E andare avanti. Per ora mi limito qui.
A
presto don Alberto (Oasi Betania 30/01/06)
"Azzurro"
Caro
Lorenzo,
ECCOMI!
Sai
bene che nel palazzo del Quirinale, sul torrione più alto,
quando i presidenti sono presenti, accanto al tricolore
nazionale, sventola, come insegna del capo dello stato, una
bandiera azzurra.
Accanito
patriota quale ti manifesti, e devoto di Maria, non ti
dispiacerà sapere che questo colore, che contraddistingue
l’Italia, ha “radici” religiose e per di più
mariane.
La
scelta risale nientemeno che al XVI secolo, quando un duca di
Savoia, Amedeo VI, detto il Conte Verde, stabilì come insegna
ufficiale del suo piccolo stato un drappo quadrato ti seta
azzurra con un’aquila al centro.
Ho
letto anche che la scelta del colore fu decisa dal duca
proprio come richiamo a quella Vergine della quale era assai
devoto, tanto che alcuni ani prima per onorarla, aveva creato
l’Ordine della Santissima Annunziata.
Come
sono mutati i tempi! Come vorrei che questo piccolo
“vento”, in un tempo in cui dalle pareti si tolgono i
crocifissi, soffiasse forte non tanto sulle bandiere, ma nel
cuore di tanti italiani che affezionati al colore, e
riscoprendone le origini, possano riscoprire Maria come il
vessillo che ci rappresenta, da seguire, a cui affidarsi e di
cui gloriarsi!
A
presto don Alberto Oasi 23.1.06
14
Gennaio 2006: "PACE"
Caro
Lorenzo,
ECCOMI!
Conosci
di sicuro il proverbio che dice:
“Chi
ben comincia è a metà dell’opera”.
Per
questo, per cominciare bene il 2006, ho pensato di usare il
primo “vento dall’Oasi” del nuovo anno per concentrare
l’attenzione su questa sola parola: PACE.
Sottolineando
però che PACE non è una parola di quattro lettere, né una
parola come modo di dire o un suono che riempie la fantasia.
PACE
è un saluto; anzi più di un saluto: un impegno; anzi più di
un impegno: un’avventura. Di più: una Speranza. Ancora di
più: il senso della vita!
E molto, molto di più!
Se
così non fosse è inutile tutto e soprattutto è inutile
pronunciarla o scriverla sui biglietti di augurio, sui muri e
sulle bandiere.
PACE
va scritto nelle menti e soprattutto nei cuori.
Anche
col sangue, se necessario. Ma il proprio, non quello degli
altri!
Tu
e i tuoi lettori.. che ne dite?
A
presto
don
Alberto
"Squarcia
il tuo cielo"
Se
tu squarciassi i cieli e scendessi!
Is 63,19
Nostalgia
di Dio, richiamo di profetico evento,
desiderio
infinito del cuore dell’uomo
ingannato
e smarrito tra umane pretese.
-
Dio, perché, se ci sei, sei ancora lontano,
mentre
l’uomo ti aspetta ai suoi piedi
e
in ginocchio a te grida
con
tutta la voce del cuore?
Lo
vedi il dolore? Lo senti?
Talvolta
è immenso… Infinito…
e
tutta in sé assorbe l’umana speranza.
Non
puoi restare lontano:
devi
farti vicino.
L’hai
fatto. Lo so.
Ma
l’uomo smarrito,
insieme
al creato ancora ti chiede:
Non
scendi?… Perché non ti vedo?
Il
tuo cielo ancora lo sente lontano:
ti
vuole nel suo.
E
questo è seme di anelito tuo
che
dentro si porta da sempre.
Oh,
se tu squarciassi i cieli e scendessi!
Squarciali
oggi, ancora .. per noi
e
vieni!
Il
mio, il nostro cuore ti aspetta.
BUON
NATALE A TUTTI
don
Alberto
"Donne
in attesa" (22 Dicembre 2005)
Caro
Lorenzo,
ECCOMI!
Il
vento sull’Avvento” ha mosso qualcuno. Meglio qualcuna. Il
tema dell’avvento, infatti, richiama l’attesa e, nel
nostro specifico, quella del Signore che viene. Ma l’attesa
di Gesù ha fatto subito ponte con un’altra nascita. Una
donna in attesa della nascita della figlia, ormai prossima, mi
ha chiesto di tenere prima di Natale un incontro particolare
per le donne che aspettano un figlio. Ed ho accettato.
Abbiamo
fatto girare rapidamente la voce e … pronti:
all’appuntamento presso l’Oasi Mariana Betania, il giorno
17 alle ore 17,00 si sono presentate ben 9 mamme, alcune
accompagnate anche dai loro mariti.
È
stato un incontro partecipato e molto interessante durante il
quale, oltre a momenti di preghiera, abbiamo cercato di
immaginare quello che Maria di Nazaret, anche lei Madre e
Donna dell’Attesa, può suggerire alle future mamme per
meglio vivere il tempo della gestazione.
Due
in particolare le domande alle quali abbiamo cercato di
rispondere insieme: Maria, cosa hai provato tu nel tempo
dell’attesa del Figlio di Dio? Come ti sei preparata alla
sua nascita?
Anche
se l’incontro è stato già fatto, segnalo l’iniziativa
che potrebbe suggerire qualche spunto ad altre mamme e in
altri luoghi.
Con
tanti auguri.
A
presto
don
Alberto
"Avvento"
09
Dicembre 2005
Caro
Lorenzo,
ECCOMI!
Eccoti
una parola nuova: Avvento. Mi aspetto la domanda:
Che c’entra col vento?
Poco
o nulla, forse, se pensiamo ai venti che fanno paura, come
quello che abbiamo sentito anche qui da noi nei giorni scorsi.
Molto, al di là della etimologia della parola, se invece ci
rifacciamo al Vento del quale abbiamo parlato nella sosta
precedente.
Vado
al messaggio. L’Avvento nel calendario liturigico è il
periodo di quattro settimane che ci preparano al Natale. In
questo periodo i cristiani sono invitati a riprendere un
cammino, a far soffiare dentro di loro il Vento dello Spirito
per lasciarsi condurre nel migliore dei modi all’incontro
con Gesù. Quel che è certo è che quel Vento in Avvento
soffia in maniera eccezionale ed è pronto non solo a spingere
in avanti ma anche a condurre velocemente alla mèta, ossia
all’appuntamento col Presepe, se trova una qualche apertura
nei cuori o un minimo di collaborazione nel lasciarsi portare.
Mentre
scrivo l’Avvento liturgico è già iniziato da un po’
(siamo, infatti, quasi alla fine della seconda settimana) e lo
Spirito che non è limitato dal tempo è pronto a soffiare più
forte che può nel cuore di chi gli spalanca le porte.
In
fretta, dunque, perché … Gesù è già lì che aspetta.
A
presto
don
Alberto
04
Dicembre 2005
Caro Lorenzo,
ECCOMI!
Allora, quale Vento dall’Oasi?
Lo avrai
capito: non sono i venti del deserto, né quelli della moda o
quelli che si abbattono sul mondo procurando disastri.
Il Vento che
intendo “servire” e mandare -e guarda che l’ho scritto
con la maiuscola perché risulti più chiaro- è quello dello
Spirito. Per essere ancora più esplicito: sto parlando dello
Spirito Santo, che -nel linguaggio cristiano- con il vento ha
un rapporto tutto particolare. La parola Spirito (in ebraico
ruah) ha un significato molteplice; significa infatti: soffio,
vento, respiro… e con tutte lo Spirito Santo si relaziona.
La Bibbia è piena di richiami.
Ci basti
pensare al “soffio” divino con cui Dio, all’atto della
creazione, rende l’uomo “essere vivente” (Gen 2,7);
oppure al vento violento e irresistibile che si abbatte sulle
case, sui cedri e le navi in alto mare (Ez 13,13; 27,26); o
ancora al mormorio leggero che accarezza il corpo del profeta
Elia (1° 19,12).
Ci sono
tantissimi suggerimenti nella Bibbia che potremmo citare, pur
rimanendoci lo Spirito sempre qualcosa di inafferrabile e di
cui non possiamo impossessarci. Gesù, che ne ha rivelato
l’aspetto misterioso dicendo che è
“come il vento”:
si sente la sua voce, si riconosce il suo passaggio, ma non si
può sapere né donde viene né dove va’ (cfr. Gv 3,8),
dallo Spirito si è lasciato condurre per tutta la vita e lo
donato agli apostoli la sera di Pasqua e alla Chiesa nel
giorno di Pentecoste.
La loro
testimonianza dice che è stata la forza vincente per
affrontare le tempeste del mondo.
Una cosa possiamo fare subito:
affidarci anche noi. Impresa non facile con tutti i venti che
soffiano oggi!
A presto
don Alberto
26
Novembre 2005
Caro
Lorenzo, ECCOMI!
dal
momento che -lasciandoti ingannare dal luogo dove abito- mi
hai cambiato il titolo della rubrica: “Vento dall’Oasi”
è diventato “Vento dell’Oasi”, ne approfitto per
spiegarla. Pignoleria, mi dirai; forse, ma gli antichi ci
insegnano che bisogna dire pane al pane e vino al vino. E tu
ci sei abituato. Per di più il Maestro che seguiamo chiede di
essere chiari, semplici e precisi sempre. Interpreto così il
suo “il vostro parlare sia sì sì, no no” (Mt 5,37). In
effetti il tuo non è stato un errore, ma semplicemente una
svista; il
pensiero fila, ma il significato è un altro. L’occasione mi
è propizia per precisare che l’espressione “dell’Oasi”,
potrebbe far pensare a qualcosa di “mio” o di “nostro”,
mentre dicendo
“dall’Oasi” -come lo avevo pensato io- l’intenzione
era -ed è- quella di offrire, di tanto in tanto, una
riflessione, un interrogativo, una provocazione, di farla
passare come… una “boccata di ossigeno” a chi nella
confusione della vita sceglie di fare una piccola sosta-web; e
si evidenzia maggiormente quello che io stesso intendo essere,
semplice strumento di un “Vento” del quale nessuno può
appropriarsi: qui passa e noi -che non dobbiamo tenerlo
soltanto per noi- siamo chiamati a metterlo a disposizione e
lasciarlo circolare, facendocene “amplificazione”. È
chiaro di quale vento si tratta?
Alla
prossima.
don
Alberto
N.B.
L’Oasi di cui si parla è il luogo dell’Associazione Oasi
Mariana Betania il cui sito –per chi volesse saperne di
più- è tra i nostri link preferiti (ndr).
22
Novembre 2005
Capodanno
cristiano
Caro Lorenzo,
ECCOMI!
Sono certo che avrai saputo -attento alla cronaca locale,
come sei- che sabato prossimo a Fontechiari verrà celebrato il
Capodanno cristiano. E sono altrettanto sicuro che la cosa non
ti meraviglia affatto, anzi ne hai
compreso da solo il significato e ti trova d'accordo. In effetti
non si tratta di una grande intuizione e neppure di una
stranezza, ma semplicemente di dare senso e giusto valore alle
cose giuste. Oggi si fa festa per nulla: ogni occasione è buona.
E con i tempi che corrono -halloween e company- si finisce per
festeggiare non soltanto le cose più strane, ma anche 'pericolose'.
Quella di celebrare il capodanno cristiano non è una stranezza,
ma il desiderio di non far passare sotto silenzio -almeno per i
cristiani- il fatto che un anno si chiude e con l'Avvento, che
inizia appunto domenica,
il calendario liturgico ricomincia daccapo. Ed è un invito a
mettersi in camino. L'anno liturgico è per i cristiani impegno
a vivere con Cristo ogni giorno del calendario, sottolineando in
modo particolare la domenica e le feste più
importanti che da Lui traggono significato e a Lui ci legano.
L'idea è stata: perché lasciarlo passare inosservato, se il 31
dicembre -che poi non ha nessun significato- si fa tanto rumore
e assume tanta importanza?
Come comunità parrocchiale ci siamo dato appuntamento alla
messa festiva del sabato e poi ci ritroviamo insieme per passare
qualche ora in serena amicizia e in clima di festa. Lo abbiamo
fatto lo scorso anno ed è stata una esperienza molto bella.
Quest'anno ci riproviamo.
Se
vuoi, puoi venire.
Oasi, 22.11.05 don Alberto
|