Tipologie di collettori

- collettori piani vetrati;

- collettori a tubi sotto vuoto.

 

Tipologie di impianto

- impianti a Circolazione Naturale (kit collettore ñ accumulo)

- impianti a Circolazione Forzata

 

Collettori Piani

Sono composti da una intelaiatura termicamente isolata coperta da un vetro protettivo in grado di resistere alla grandine (normalmente vengono testati con grandine di 25mm di diametro). Il vetro crea l'effetto serra per trattenere il calore.

In alcuni casi si utilizza il policarbonato alveolare, un materiale leggero, economico e resistente con minori perdite per convezione del vetro singolo ma meno trasparente e con una durata più breve del collettore.

All'interno del collettore si trova l'assorbitore di calore vero e proprio, che è una lastra metallica (spesso in rame), sulla quale sono saldati i tubi all'interno dei quali circola un fluido termoconvettore.

Il fluido è composto generalmente da acqua e glicole propilenico (un antigelo atossico) in proporzioni tali da evitare il congelamento del fluido alle temperature minime previste nel sito. L'assorbitore si riscalda per effetto del sole e cede il calore al fluido, che circolando trasporta il calore nel serbatoio di accumulo.

 

I collettori piani possono essere di due tipologie:

a superficie non selettiva: l'assorbitore è semplicemente verniciato in nero;

a superficie selettiva: l'assorbitore subisce un trattamento superficiale con un prodotto a base di biossido di titanio (es. Tinox, Sunselect) che ha un comportamento selettivo, cioè assorbe molto la radiazione solare incidente, ma allo stesso tempo emette pochissima radiazione termica. I collettori a superficie selettiva hanno un miglior rendimento, e costano circa il 10% in più.

 

Collettori a tubi sotto vuoto

Sono composti da una schiera di tubi sottovuoto in vetro, ognuno contenente un assorbitore (generalmente una lastra di metallo nero) che capta l'energia solare e la trasferisce ad un fluido che trasporta il calore. Grazie alle proprietà isolanti dello spazio vuoto, le perdite di calore sono molto basse e si possono raggiungere temperature di circa 100°C al di sopra della temperatura dell'ambiente. Perciò questi pannelli sono particolarmente adatti per utilizzi a temperature più elevate, o per temperature ambiente basse (inverno)

 

 

Modalità di utilizzo

L'impianto funziona in modo autonomo senza richiedere interventi operativi. Periodicamente occorre verificare il buon funzionamento di tutti i componenti.

 

Domande frequenti

Sostituisce lo scaldabagno

No, perchè in mancanza di sole non funziona. Il sistema solare integra, e non sostituisce, l'impianto esistente. Lo scaldabagno rimane, ma funzionerà molto meno

E se va via il sole? E di notte?

L'acqua calda contenuta nel serbatoio rimane calda a lungo. Se La temperatura si abbassa interviene l'impianto ausiliario (Caldaia, scaldabagno). Normalmente l'impianto solare viene progettato per coprire il 70-80% del fabbisogno.

 


- Installatori SONNENKRAFT, pannelli solari a circolazione forzata.